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La pirateria su Telegram è enorme: lo dice uno studio con numeri impressionanti
Telegram è da anni nel mirino di chi combatte la pirateria audiovisiva, ma ora abbiamo numeri precisi su quanto il fenomeno sia radicato. Un gruppo di ricercatori delle università Louisiana State e University of Texas (Arlington) ha condotto un'analisi sistematica di oltre mille canali, e i risultati lasciano poco spazio all'immaginazione.
Lo studio, disponibile in formato PDF (potete leggerlo qui), ha esaminato 1.057 canali con oltre 209.000 post unici pubblicati tra dicembre 2023 e gennaio 2026. Non si tratta di una stima: è una mappatura capillare di un ecosistema che opera alla luce del sole.
I ricercatori hanno usato il modello Gemma 3 27B di Google per classificare automaticamente i contenuti, riducendo i falsi positivi e scartando i canali legittimi (quelli che pubblicano recensioni, trailer o discussioni su film e serie). Il risultato netto: 19.033 titoli pirata provenienti da 175 paesi, con i film che rappresentano la fetta maggiore.
Le visualizzazioni accumulate da questi canali superano i 4,85 miliardi.
I ricercatori hanno stimato perdite per i titolari dei diritti d'autore pari a circa 17,5 miliardi di dollari, una cifra che va presa con le pinze del caso, ma che dà comunque l'idea della scala del problema. La qualità dei contenuti varia tra 480p e 1080p, con solo 11 canali che offrivano materiale in 4K.
Tra i brand più colpiti spicca Toei Company (17% dei titoli), la casa di produzione giapponese di One Piece e Dragon Ball, seguita da Netflix (15%), Warner Bros. (12,4%) e Universal Pictures (9,1%). I metodi di distribuzione sono vari:
Quest'ultimo punto è il più preoccupante: non parliamo solo di film condivisi, ma di un mercato nero di account altrui che gira sugli stessi canali.
I ricercatori non si sono fermati all'analisi: hanno sviluppato uno strumento AI chiamato Anti-RIP, che ha identificato 1.101 canali pirata.
Dopo le segnalazioni a Telegram e alle case cinematografiche, 524 canali e 71 bot sono stati rimossi in 61 giorni. Il codice sorgente di Anti-RIP è disponibile su GitHub. Telegram, dal canto suo, ha confermato di accettare le segnalazioni DMCA e di rimuovere i contenuti in violazione, in linea con gli standard del settore.
Il tema della pirateria digitale è tornato di attualità anche in Italia, dove il Parlamento Europeo ha recentemente promosso il modello del Piracy Shield italiano come riferimento per una strategia comune, mentre le forze dell'ordine hanno già colpito operazioni come Operazione Cinemagoal contro i sistemi IPTV illegali. Telegram si conferma un fronte aperto e difficile da presidiare, anche perché la sua natura distribuita rende ogni rimozione una battaglia di logoramento.