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Sbustiamo Magic Lo Hobbit: tra nuove meccaniche, ristampe e collezionismo
Il 14 agosto Magic: The Gathering - Lo Hobbit è arrivato ufficialmente sugli scaffali, e nelle scorse settimane vi avevamo già raccontato tutto quello che c'era da sapere prima dell'uscita: le meccaniche annunciate al MagicCon di Amsterdam, le prime carte mostrate a Las Vegas, le Scene Box dedicate alla cena inaspettata di Bilbo e al tesoro di Smaug. Ora che l'espansione è finalmente nelle nostre mani, però, cambia tutto: una cosa è leggere il testo di una carta su un comunicato stampa, un'altra è vederla uscire da una bustina e valutarla per quello che è davvero. Abbiamo aperto un bel po' di buste, sia Buste di Gioco che Collector Booster, e vogliamo raccontarvi cosa abbiamo trovato: le meccaniche viste all'opera sulle carte vere, i protagonisti del romanzo che si moltiplicano in decine di versioni diverse, e quel pizzico di fortuna che ogni sbustata porta con sé.
Le quattro meccaniche del set, di cui vi avevamo già parlato in anteprima, prendono forma concreta appena le vedi sul tavolo, ed è lì che si capisce meglio come Wizards abbia deciso di tradurle in carte giocabili.
Nella Storia si mostra nella sua versione più diretta su Thorin Oakenshield: travolgere, la parola chiave stampata in grassetto, e un testo che recita che finché controlli una storia eterna, artefatti e creature che controlli hanno egida 1. È l'esempio perfetto di come funziona la meccanica: la soglia dei tre permanenti storici va raggiunta una sola volta, dopodiché il beneficio resta per tutta la partita, anche se in seguito perdi quei permanenti.
Assoldare lo vedete all'opera su Grande Barca Dorata, il Veicolo blu che ogni volta che attacca vi fa pescare una carta e scartarne una, con la possibilità di creare un token Soldato Umano se scartate una non terra. È esattamente il meccanismo di filtraggio che vi avevamo descritto: non un semplice pescare, ma un modo per trasformare carte morte in corpi sul campo.
Reclutare, il ritorno dell'amass in salsa goblin, si vede bene su tre carte diverse pescate dalle buste.
Great Goblin, Foul-Hearted ne genera 3 ogni volta che entra o attacca, Great Ugly-Looking Goblin lo fa tramite la sua Avventura Clap! Snap!, mentre Rage into the Valley lo abbina a un piccolo prosciugamento di carte e punti vita. Il filo conduttore è sempre lo stesso: pedine che crescono nel tempo, perfette anche come carne da sacrificio per gli effetti di reclutare esercito che popolano il set.
I segnalini perfezionamento, la meccanica più di nicchia, restano rari ma quando compaiono lasciano il segno. Pungolo, Spada di Bilbo ne mette uno per ogni creatura controllata da un avversario bersaglio, e il testo di rammento chiarisce bene il funzionamento: è il segnalino stesso, non l'arma, a fornire il bonus di forza alla creatura equipaggiata. È un dettaglio tecnico piccolo ma che apre a interazioni interessanti, perché l'equipaggiamento sopravvive alla creatura che lo porta.
Se c'è qualcosa di cui ci si rende conto sbustando, è che Wizards ha voluto raccontare Smaug e Bilbo attraverso versioni multiple, ognuna pensata per un momento diverso della storia o per un formato di gioco diverso.
Di Smaug ne abbiamo pescate tre facce completamente distinte. Smaug il Magnifico è la mitica del set principale: volare, rapidità, un danno che scala con i Tesori controllati e una pedina Tesoro creata a ogni mantenimento, il tutto racchiuso in un 4/3 da quattro mana che si autofinanzia turno dopo turno. Smaug, Wicked Worm cambia completamente registro: quando entra crea Tesori tappati pari agli artefatti controllati dagli avversari, e ogni volta che lanciate una magia pagata anche solo in parte con quei Tesori pescate una carta perdendo un punto vita, un design che strizza l'occhio ai mazzi Commander più speculativi. Chiude il trio Furia di Smaug, un istantaneo comune che dà +3/+0, raggiungere e attacco improvviso a una creatura bersaglio: qui il drago non è protagonista sulla carta ma nel flavor text, con la scena della fuga dei nani raccontata nella citazi