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Sony brevetta un'IA che può giocare al posto vostro e imparare dai giocatori famosi
Ormai l'intelligenza artificiale permea ogni aspetto della nostra vita digitale, videogiochi inclusi. A riconferma di ciò, un nuovo brevetto depositato da Sony descrive una tecnologia in grado di creare agenti IA capaci di giocare ai videogiochi al posto degli utenti, sfruttando proprio i loro dati e le loro abitudini di gioco per essere addestrati.
Il brevetto, identificato con il numero 19138338, è stato depositato da Sony nel 2022, ma è stato pubblicato ufficialmente soltanto lo scorso 23 luglio. Il documento illustra una «tecnologia per generare un agente che giochi a un videogioco per conto dell'utente» e prende in considerazione diversi possibili utilizzi di questi sistemi.
L'idea non è del tutto nuova per Sony. Già a gennaio era emerso un altro brevetto dedicato a un "fantasma" controllato dall'intelligenza artificiale, pensato per completare determinate sezioni di un gioco al posto del giocatore. In questo caso, però, il sistema immaginato dalla compagnia sembra avere ambizioni decisamente più ampie.
Secondo quanto descritto nel brevetto, l'agente IA potrebbe infatti essere addestrato utilizzando i dati relativi alle effettive abitudini di gioco dell'utente, imparando così il suo comportamento. Una volta addestrato, potrebbe essere incaricato di svolgere autonomamente determinate attività all'interno del gioco, senza richiedere l'intervento diretto del giocatore.
Tra gli esempi riportati nel documento figurano attività come la raccolta di denaro, la progressione nella storia e persino le battaglie contro i boss. In altre parole, il sistema potrebbe occuparsi delle attività più ripetitive o impegnative mentre il giocatore si dedica ad altro.
La parte più particolare del brevetto riguarda però la possibilità di condividere o acquistare i dati utilizzati per addestrare questi agenti. Sony ipotizza infatti un sistema nel quale un utente potrebbe utilizzare i dati di un altro giocatore per creare il proprio agente IA e corrispondere un pagamento in cambio dell'accesso a tali informazioni.
Il brevetto cita esplicitamente anche il caso di un giocatore famoso: un utente potrebbe acquistare i suoi dati di gioco e sfruttarli per creare un agente capace di replicarne, almeno in parte, il comportamento all'interno di un videogioco.
È uno scenario che solleva inevitabilmente diverse domande. Se un giocatore potesse acquistare un agente basato sui dati di un professionista e lasciargli completare le attività al proprio posto, quanto rimarrebbe dell'esperienza videoludica tradizionale? Il confine con il semplice guardare qualcun altro giocare diventerebbe piuttosto sottile.
Naturalmente è importante ricordare che si tratta esclusivamente di un brevetto. Sony deposita regolarmente brevetti relativi a tecnologie e sistemi che non arrivano necessariamente sul mercato e, al momento, non c'è alcuna conferma che questa tecnologia verrà effettivamente implementata su PlayStation.
Resta comunque un brevetto interessante perché mostra una delle possibili direzioni verso cui l'industria videoludica potrebbe guardare nell'era dell'intelligenza artificiale: non soltanto strumenti capaci di assistere il giocatore, ma veri e propri agenti in grado di impararne le abitudini, giocare al suo posto e, in futuro, persino essere scambiati tra utenti.