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IGN Retro: Thing on a Spring
Il biennio 1984/1985 è stato decisamente speciale per una specifica tipologia di videogiochi: i platform. I debutti di Pac-Land e Flicky prima e il devastante arrivo di Super Mario Bros. poi hanno concretamente riscritto il genere, scuotendolo dalle fondamenta e ridefinendone la traiettoria per gli anni a venire, soprattutto per quanto riguarda il dinamico sistema di controllo dei personaggi e il loro spiccato carattere, contrapposto a quello di tanti colleghi un tantino anonimi. Almeno, questo è ciò che è accaduto in sala giochi e su console. In ambito di Commodore 64, invece, il genere risulta ancora un po' arretrato e legato in buona parte a titoli come i famosi "raccoglitutto". Ci pensa la neonata Gremlin Graphics a provare a scuotere un po' la situazione, reclutando un personaggio un tantino particolare.
Sviluppato dai britannici di Micro Projects al loro debutto, Thing on a Spring viene lanciato su Commodore 64 nel maggio del 1985, raccogliendo immediatamente l'attenzione della stampa di settore. Il motivo è presto detto: il gioco è un colorato platform che stacca nettamente con la maggior parte di analoghi titoli lanciati sul personal computer Commodore grazie a un protagonista munito di una buona dose di carattere. Immediatamente battezzato "Thingie", si tratta di un folletto dalla pelle verde, la testa tonda e un corpo semplicemente composto da una molla che gli permette di spiccare ampi balzi. A differenza di colleghi come Monty Mole o Jet Set Willy che avanzano cautamente lungo i livelli spiccando saltelli qui e lì, Thingie sprinta a destra e a sinistra, fa capriole e scivola rapidamente sulle superfici inclinate, permettendosi persino il lusso di invertire la direzione del salto a mezz'aria, rimbalzando su pareti e ostacoli.
Infine, da brava creatura composta principalmente da una molla, può "caricarsi" accucciandosi per poi lanciarsi verso l'alto: una mossa più spettacolare che realmente utile. Scopo del gioco è visitare i vari reparti di una vasta fabbrica di giocattoli per raccogliere gli strumenti necessari a eliminare un goblin malvagio che ha maledetto l'intero edificio. A ostacolare Thingie troviamo proprio i balocchi, animati dalla magia del goblin e ansiosi di porre fine ai nostri saltelli azzerandoci l'olio, equivalente dell'energia vitale.
Alla base, Thing on a Spring poggia su meccaniche semplici: si corre tra i vari reparti raccogliendo gli oggetti richiesti e schivando nemici invulnerabili, prestando attenzione a insidie come spuntoni, scosse elettriche e pavimenti franabili. Un level design sorprendentemente efficace rende la frenetica esplorazione sempre stimolante, supportato da una buona varietà di fondo garantita dalle diverse tematiche visive dei vari reparti della fabbrica: soldatini, automobiline, peluche eccetera. L'esperienza è impreziosita da una grafica veloce e colorata, piuttosto atipica per i platform su Commodore 64 dell'epoca, e dall'eccellente, seppur ripetitiva, colonna sonora firmata da un Rob Hubbard qui ai suoi lavori di debutto (dopo aver composto le musiche del notevole Action Biker). Il gameplay tutto sommato divertente, ma assai impegnativo, e la buona resa audiovisiva rendono il gioco particolarmente apprezzato dalla stampa dell'epoca.
Non solo: Thingie stesso si afferma come una sorta di temporanea mascotte del Commodore 64, al punto che la famosa rivista Zzap! lo "adotta" per piazzarlo (assieme a Rockford di Boulder Dash) sui bordi delle sue pagine, in piccoli cameo. Intendiamoci: per qualità strutturale non ci avviciniamo neanche lontanamente al contemporaneo Super Mario Bros., al debutto proprio in quelle stesse settimane; tuttavia, l'opera di Gremlin Graphics riuscì brillantemente a spiccare nella particolare bolla del Commodore 64, dove il genere iniziava a risultare un pochino stantio.
Non ho trovato dati di vendita precisi per Thing on a Spring, ma la sua popolarità e la permanenza nelle classifiche dell'epoca fanno intendere che non deve aver venduto malaccio.